Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa

57 Stati partecipanti, tra cui Stati Uniti e Canada. (http://www.osce.org/states)

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) è frutto dell’evoluzione organizzativa dell’originario sistema di diplomazia congressuale avviato dall’Atto finale di Heksinki nel 1975. Tale sistema, noto come Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE), era nato come risposta all’esigenza di aprire canali di dialogo tra i paesi appartenenti ai due blocchi contrapposti dell’Est e dell’Ovest su un triplice terreno: la costruzione di rapporti di reciproca fiducia in campo politico-militare, la cooperazione economica, la realizzazione della “dimensione umana” (rispetto dei diritti umani). Le conferenze generali di Vienna (11986-89), di Parigi (1990) e di Helsinki (1992) aggiornano i contenuti dell’Atto finale del 1975 e grazie alla Carta di Parigi è stato dato un impulso allo sviluppo organizzativo della CSCE che ha poi trovato consacrazione formale con il cambio di denominazione, da “Conferenza” ad “Organizzazione”, nel documento conclusivo del Vertice di Budapest (1994).

L’OSCE ha il merito storico di aver favorito il processo di distensione Est-Ovest, soprattutto consentendo alle formazioni indipendenti di società civile dei due blocchi di comunicare direttamente fra loro e diffondendo i principi dei diritti umani. In seguito alla caduta dei blocchi l’OSCE si è dimostrata attiva in ordine alla costruzione di istituzioni democratiche nei paesi dell’Europa centrale e orientale e allo svolgimento di funzioni di monitoraggio dei diritti umani e di osservazione elettorale. Il limite dell’OSCE è quello di non poter decidere e imporre autonomamente le sue risoluzioni.

I principi dell’OSCE derivanti dall’Atto finale di Helsinki e dai suoi seguiti:

  • Sovrana eguaglianza tra gli stati e rispetto dei diritti inerenti la sovranità,
  • Inviolabilità delle frontiere,
  • Integrità territoriale degli stati,
  • Non intervento negli affari interni di uno stato,
  • Cooperazione fra stati,
  • Rispetto degli obblighi di diritto internazionale,
  • Divieto di minaccia e uso della forza,
  • Risoluzione pacifica delle controversie,
  • Rispetto dei diritti umani in particolare dei diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali,
  • Autodeterminazione dei popoli ed eguaglianza fra i diritti.

L’OSCE e la tratta di esseri umani

La tratta di esseri umani riguarda tutti gli Stati partecipanti all’OSCE, sia come una minaccia alla sicurezza sia come una questione di diritti umani. Praticamente tutti i paesi della regione sono paesi di origine, di transito o di destinazione, o una combinazione di quanto sopra. L’OSCE si rivolge a tutti i punti riguardanti il tema: i diritti umani e lo stato di diritto; la corruzione e la criminalità di controllo; la discriminazione e la disuguaglianza; le politiche economiche, del lavoro e di migrazione. Nel 2003, l’Organizzazione ha istituito la carica di Rappresentante speciale e Coordinatore per la lotta alla tratta di esseri umani e il relativo Ufficio per aiutare gli Stati partecipanti a sviluppare e attuare politiche efficaci a contrastare questo fenomeno. L’Ambasciatrice Madina Jarbussynova è l’attuale Rappresentante Speciale e Coordinatrice per la lotta alla tratta di esseri umani,

L’Alleanza contro la tratta di persone è un ampio forum internazionale che include le organizzazioni internazionali, non governative e intergovernative che vogliono unire le forze per prevenire e combattere il traffico umano. Essa aiuta a sviluppare efficaci strategie comuni, combina gli sforzi individuali e offre agli Stati partecipanti dell’OSCE e ai Partner approcci innovativi e coordinati per rafforzare la prevenzione della tratta di esseri umani e la lotta contro di essa. (http://www.osce.org/secretariat/107221 )

L’Ufficio del Rappresentante speciale e Coordinatore ha un ruolo importante nel coordinare gli sforzi dell’OSCE nella lotta contro la tratta di esseri umani. Assiste gli Stati partecipanti all’OSCE nella realizzazione degli impegni, a livello nazionale, in materia di contrasto della tratta di esseri umani. L’Ufficio si assicura che gli sforzi non siano duplicati e che questi siano complementari e coerenti. L’Ufficio assiste i governi negli sforzi anti-tratta. Lavora direttamente con essi, motivandoli nell’intensificazione delle loro attività anti-tratta e fornendo loro la consulenza tecnica per sostenere le politiche. Questo comprende lo sviluppo di strategie nazionali che garantiscano sia un efficiente coordinamento interno sia una cooperazione internazionale.

Conformemente al suo mandato, il Rappresentante Speciale incoraggia i governi degli Stati partecipanti a mettere come primo punto della loro agenda politica la lotta contro tutte le forme di tratta di esseri umani. Le visite nei Paesi servono a stabilire un dialogo diretto e costruttivo con gli Stati partecipanti in materia di politica anti-tratta. Durante le visite il Rappresentante Speciale tiene consultazioni con le autorità governative, parlamentari e con i rappresentanti della magistratura e delle ONG su questioni di tratta di esseri umani. Lo scopo di queste consultazioni è quello di condividere conoscenze e buone pratiche. Dopo ogni visita, il Rappresentante speciale scrive un Report , sottolineando le pratiche promettenti del paese, così come le sfide discusse e le zone in cui la politica anti-tratta potrebbe essere migliorata. La relazione contiene poche, concrete e mirate raccomandazioni per sostenere il paese nel migliorare l’attuazione degli impegni OSCE in materia di contrasto alla tratta di esseri umani. Il rappresentante speciale aumenta la consapevolezza circa le nuove tendenze nel traffico di esseri umani e suggerisce modi per aumentare la conoscenza del fenomeno . Si sottolinea la necessità di un approccio basato sui diritti umani per l’azione contro la tratta.

I principali documenti OSCE:

  • Piano di azione dell’OSCE per la lotta alla tratta di esseri umani, Decisione del Consiglio Permanente n. 557 (Luglio 2005) http://www.osce.org/pc/15944,
  • Addendum al Piano di azione dell’OSCE per la lotta alla tratta di esseri umani: affrontare le esigenze specifiche di tutala e assistenza dei minori vittime di tratta, Decisione del Consiglio Permanente n. 685 (Luglio 2005) http://www.osce.org/pc/15932,
  • Sintesi della Conferenza di alto livello sulla tratta di esseri umani (Giugno 2006) http://www.osce.org/cthb/19539,
  • Decisione n. 8/07 sulla lotta alla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo (Novembre 2007) http://www.osce.org/mc/29464 ,
  • Report del Rappresentante speciale e Coordinatore per la lotta alla tratta di esseri umani dell’OSCE, Maria Grazia Giammarinaro, a seguito della sua visita in Italia, 17-18 Giugno 2013 e 15-19 Luglio 2013, http://www.osce.org/secretariat/121240