11 arresti per falsi permessi ai clandestini Tra loro anche un avvocato e un poliziotto

Corriere della Sera

Michele Marangon

Tutti italiani i coinvolti, tranne due intermediari stranieri

LATINA – Un’associazione a delinquere dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è stata stroncata dalla squadra mobile di Latina che ha eseguito undici arresti e denunciato 9 persone a piede libero. Tutti italiani i coinvolti, tranne due intermediari stranieri. Il gruppo aveva come base di riferimento lo studio di un avvocato di Latina (l’unico finito in carcere mentre per gli altri sono stati disposti i domiciliari) che gestiva pratiche fasulle insieme ad altri sodali consentendo l’ingresso in Italia di cittadini indiani tramite false assunzioni presso aziende agricole pontine o fittizi ricongiungimenti familiari.

ESERCITO CLANDESTINO – «Un sistema – ha detto il capo della mobile di Latina Sebastiano Bartolotta – che ha consentito di fare entrare in Italia centinaia di indiani per un giro di affari di centinaia di migliaia di euro» L’indagine, coordinata dalla Procura di Latina, è partita nel febbraio 2012 a seguito della denuncia presentata da un’impiegata dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Latina, che segnalava un falso nulla osta al lavoro, subordinato rilasciato ad un cittadino indiano. Sono state le intercettazioni telefoniche ed ambientali, però, a far emergere l’esistenza di un’articolata associazione per delinquere.

IL MECCANISMO – Il giovane avvocato aveva creato una struttura ben organizzata in cui ogni singolo componente svolgeva mansioni precise. I datori di lavoro compiacenti, tutti titolari di aziende agricole del territorio, richiedevano fittiziamente manodopera in cambio di un compenso di 3mila euro per ogni pratica andata buon fine. Una ragioniera si occupava della falsificazione di tutti i documenti necessari al rilascio del nulla osta dietro un corrispettivo pari a circa 200 euro per straniero. Inoltre due dipendenti dello Sportello Unico per l’Immigrazione erano stati corrotti con somme di denaro per agevolare l’iter burocratico necessario al rilascio del nulla osta; alcuni intermediari indiani erano addetti al reclutamento di stranieri nel paese di origine. Un consolidato meccanismo fraudolento, insomma, che ha consentito all’organizzazione di far entrare in Italia numerosi cittadini extracomunitari, per un giro di affari quantificabile in centinaia di migliaia di euro.

LE TARIFFE – Ogni straniero pagava una prima tranche che veniva versata in India ad un intermediario locale; all’ottenimento del nulla osta, che veniva spedito o consegnato a mano da un corriere, pagava all’avvocato una seconda quota sino ad un totale di 7mila euro in caso di assunzioni fittizie o di mille euro per i finti ricongiungimenti familiari. Nel corso dell’indagine, è emersa anche una collaborazione tra l’avvocato ed un dipendente della Polizia di Stato. Si tratta Giuseppe Cappelletti, sospeso dal servizio già da oltre due anni e già coinvolto in un’altra operazione analoga.

FENOMENO INDIANO – Non che tutta i braccianti possano definirsi clandestini, certo è che tra gli «invisibili» la quota di chi ha sfruttato i canali non ufficiali per l’ingresso in Italia è potenzialmente elevatissimo. Come spiega la onlus «InMingrazione» in provincia di Latina c’è «la seconda comunità sikh d’Italia. I primi arrivarono nei primi anni Ottanta e nel giro di una decina di anni, da poche singole unità la comunità è arrivata a contare circa 7.000 individui, con una particolare concentrazione nel sud-pontino e nell’area limitrofa al Parco Nazionale del Circeo. La richiesta di forza-lavoro non qualificata e facilmente reperibile da impiegare come braccianti nella coltivazione delle campagne ha incentivato la migrazione e convinto molti sikh a stabilizzarsi nelle provincia di Latina, una comunità che a oggi la CGIL stima in 12.000 persone».

PROGETTO INTEGRAZIONE – Al costante sfruttamento da parte degli operatori economici locali, cui si aggiunge anche una serie crescente di fenomeni di violenza interetnica, fanno da contraltare diverse azioni tese all’integrazione. Tra queste campo di formazione e volontariato con la comunità sikh che si terrà a San Felice Circeo al 29 luglio al 4 agosto 2013, a cura della associazione «InMingrazione» con il patrocinio del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma. Il campo, organizzato in collaborazione con il Comune di San Felice Circeo e con il Circolo Larus di Legambiente Sabaudia, permetterà ai volontari di vivere insieme alla comunità.

CAMPO ESTIVO- Si potrà interagire direttamente con la comunità che ospiterà i pranzi e le cene dei partecipanti, presso il tempio sikh di Sabaudia . I volontari saranno inoltre coinvolti in itinerari di interesse storico e naturalistico e potranno godere delle bellezze del Parco Nazionale del Circeo, un territorio unico al mondo per un turismo responsabile tra natura e storia, con i suoi 20 chilometri di dune che si affacciano sul mare, i suoi quattro laghi costieri e 3000 ettari di foresta che custodiscono centinaia di specie animali e vegetali. Mediazione culturale, solidarietà, antropologia: le ricette della prossima estate indiana.

 

Menu