La Stampa

 

Allarme di Liberazione e speranza: la legge Merlin è un freno alla prostituzione

NOVARA

No all’abrogazione o alla modifica della legge Merlin. Lo dice a gran voce l’associazione «Liberazione e speranza» di Novara, onlus che da oltre 10 anni lotta a fianco delle giovani vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale. E lo dice dopo aver appreso che sul tema sono stati annunciati due referendum popolari per eliminare il provvedimento o almeno cambiarlo relativamente al divieto di esercizio di case di prostituzione.

Per Liberazione e speranza, legalizzare l’esercizio della prostituzione indoor «significa – dice il presidente Andrea Lebra – dare libero ingresso alle organizzazione criminali che gestiscono la tratta, che non si riuscirebbero più a controllare». La situazione, negli ultimi mesi, è peggiorata. Se in strada il fenomeno è stato almeno in parte debellato, «esistono nella sola città di Novara almeno 110 casi di prostituzione, dove la maggior parte delle giovani non sono certamente libere di svolgere questa attività. La situazione è stata monitorata alcuni mesi fa dalla polizia municipale, e il quadro non è certamente cambiato». Anzi, «abbiamo avviato una seconda indagine – dicono alla onlus – partendo dagli annunci online e sulla carta stampata. Ebbene, è stato http://farmaciainitalia.com/viagra.html verificato che molti numeri che compaiono negli annunci di sesso in internet sono gli stessi che sui giornali locali pubblicati da presunti cartomanti o massaggiatrici. Pertanto è evidente che c’è un’organizzazione che gestisce questo mercato, che prende gli appuntamenti e dirotta i clienti da questa o quella ragazza. Questa non è prostituzione libera. E’ invece un fenomeno preoccupante». L’indagine è ancora in corso, ma pare già evidente che in città esistono ormai più di un centinaio di alloggi «hard».

La contrarietà di «Liberazione e speranza» all’abrogazione della legge Merlin è dunque motivata: «E’ una legge che, se applicata con rigore e determinazione, è in grado di contrastare lo sfruttamento e offrire una soluzione equilibrata al fenomeno sociale della compravendita della sessualità umana». Abrogando interamente la legge Merlin, dice ancora Lebra, «l’esercizio della prostituzione assumerebbe le caratteristiche di qualsiasi altra prestazione lavorativa autonoma, con l’aggravante che il relativo sfruttamento non conoscerebbe alcun tipo di limitazione o contrasto». Abrogandola parzialmente «verrebbero riaperte le “case chiuse” e succederebbe ciò che è successo in Germania negli ultimi dieci anni, ovvero un aumento esplosivo della tratta di donne provenienti da Paesi in situazione di precarietà economica». La prostituzione, conclude Lebra, «va prevenuta e combattuta».

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