A Torino i tentacoli della mafia nigeriana tra narcotraffico e cyber-truffe

La Stampa

Inchiesta della procura sulla bande che si contendono il Nord-Ovest. Arrestati a Nizza e nel capoluogo
piemontese due boss sfuggiti al blitz di settembre
I cult-boys nigeriani controllano le attività illecite di gran parte di Torino Nord, almeno a partire dal
2012. Epicentro in corso Giulio Cesare e vie laterali. Poi agenzie a Milano, Bologna, Roma. A Novara la più
importante. Prostituzione, narcotraffico, carte clonate e truffe internazionali. Associazioni criminali-globali,
marchiate a fuoco con il 416 bis, che non interagiscono con le mafie italiane. In pochi anni, sono riusciti a
dominare un intero segmento della città.
LE SIGLE
A Torino la comunità nigeriana supera le 5 mila persone; almeno la metà fa parte degli Eiye (colore nero) o
Aye (blu), Black Axe (vestiti neri e coccarde rosse), Maphite (rosso-verdi), secondo gli investigatori. La
«Supreme Eiye», con la «Klansmen Konfraternity», sono tra le più diffuse nel Nord Ovest, mentre la
«Supreme Vikings Confraternity» è in una posizione minoritaria. È la sintesi di uno studio interforze durato
anni. Una parte importante l’ha portata a termine, a settembre, la «Squadra Anti Tratta» della procura
torinese, culminata con 44 arresti di adepti Eiye e Maphite, in guerra per contendersi il territorio.
RICICLAGGIO E CARTE CLONATE. Leggi…

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