Caporalato /2. «Pago meno gli africani». Schiavi all’asta a Terracina

Avvenire

Ecco come i caporali trattano al ribasso con gli indiani. Bus carichi di braccianti che finiscono in balia degli sfruttatori

Un’altra alba, un’altra cittadina, un’altra etnia. Ma lo stesso sfruttamento. Dopo Mondragone siamo a Terracina, grosso centro costiero della provincia di Latina, turismo, pesca e ricca agricoltura. I turisti dormono ancora, i pescherecci stanno scaricando per il mercato del pesce. Ma il mercato delle braccia è già a pieno ritmo.

Alle 4 di mattina in via Gramsci (ironica coincidenza) arrivano in bicicletta centinaia di indiani e bengalesi. Ad attenderli sono sei pullmini. Sono di un caporale bengalese che li carica per portarli nei campi tra Borgo Hermada, Sabaudia e Borgo Sabotino. Si fa pagare 2 euro a persona. Ne carica 15 a pullmino e fa sei viaggi, come possiamo osservare tenendoci un po’ lontani. Tutto avviene nel centro della cittadina, indisturbati, nessuno interviene o controlla. Malgrado avvenga tutti i giorni.

Alla fine sono più di cinquecento i braccianti trasportati, per più di mille euro. Davvero un ricco affare, come dimostra il fatto che il caporale possieda ben sei pullmini. Mentre i braccianti sono pagati dagli impreditori, con molte probabilità complici del caporale, 3 euro l’ora. Per più di 10 ore. Carote, zucchine, cocomeri. Tutto a mano. Sotto questo sole implacabile. Ma non sono soli. Seguiamo, a distanza, gli ultimi pullmini. Ci accompagna Marco Omizzolo, sociologo, responsabile scientifico della cooperativa InMigrazione. E sui campi la scena è nuova. Fianco a fianco i multicolori turbanti dei Sikh e giovani africani richiedenti asilo. Un anno fa avevamo scritto del rischio di una contrapposizione tra gli indiani, che hanno cominciato una sindacalizzazione, fino al primo sciopero del 18 aprile 2017, e i più fragili subsahariani. Oggi vediamo una coabitazione. Ma al ribasso. Il fine è infatti sempre lo stesso: tenere bassi i salari.

Prima dello sciopero i sikh prendevano 2.50 euro l’ora, dopo 4.50, ora si è scesi nuovamente a 3 euro. Mentre il contratto ne prevede 9 per 6 ore. «Ai richiedenti asilo va bene perché nei centri che li ospitano hanno già vitto e alloggio – ci spiega Omizzolo –. Così l’imprenditore dice ai Sikh «vi prendo ma a queste condizioni». Gli indiani sanno che è un peggioramento ma lo devono accettare perché con la sostituzione dei giovani africani non lavoravano, così sì».

 

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