Castelvetrano, così il caporalato si batte allo sportello

Lettera43.it

Per la raccolta delle olive nel Trapanese è stato creato un centro per l’impiego della manodopera straniera. Non elimina lo sfruttamento, ma lo contrasta. Con soddisfazione delle imprese. L’articolo su pagina99.

Faccio la raccolta delle olive dal 2012 e ho sempre lavorato in nero», dice Abram, bracciante senegalese di 49 anni impiegato nelle campagne della valle del Belice, il principale centro agricolo del Trapanese. «Quest’anno la situazione è migliorata: per la prima volta ho un contratto, sono in regola e mi sento più sicuro».

INCONTRO FRA DOMANDA E OFFERTA. A fine agosto a Castelvetrano ha aperto con successo uno “sportello per l’impiego”, primo tentativo in Italia di creare un luogo trasparente d’incontro tra domanda e offerta di lavoro per i migranti stagionali. Avere a disposizione un elenco di lavoratori extracomunitari in regola e pronti a farsi assumere è utile per le aziende agricole. E può segnare il confine fra la buona pratica e l’abuso.

La svolta: «Questa terra deve togliersi il peso della mafia»

«Ho iscritto la mia azienda allo sportello perché ho sempre creduto che solo con la legalità questa terra possa togliersi il grande peso della mafia che porta sulle spalle», dice Vincenzo Italia, titolare della ditta Terre in Fiore di Castelvetrano. Italia sottolinea che è anche merito della discreta redditività garantita delle olive locali se riesce a produrre nella legalità. Leggi…

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