La Repubblica

PER CINQUE anni nei vigneti gestiti dalla famiglia Coli hanno lavorato in condizioni durissime, per 4-5 euro l’ora, centinaia di profughi pakistani e africani, rifugiati richiedenti asilo reclutati in un centro profughi o anche clandestini, spesso senza i guanti da lavoro e a volte in ciabatte in pieno inverno, in qualche caso insultati pesantemente dal datore di lavoro che li chiamava negri e schiavi. È avvenuto in Chianti, «la culla della civiltà rinascimentale».…leggi

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