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Di Renata Gravina

Traffico di esseri umani, Cybercrime e molto altro nel rapporto del CrimDer Spiegel lancia oggi da Berlino un anticipo sul rapporto Ue che arriverà a Strasburgo il 23 ottobre prossimo.

Nell’Unione europea -secondo il rapporto– sono attive 3.600 organizzazioni criminali, mentre 880mila persone lavorano in pratica come schiavi del lavoro ed un quarto di esse sviene sfruttato sessualmente. Il Crim, l’organizzazione del Parlamento europeo per la lotta al crimine organizzato, alla corruzione ed al riciclaggio di denaro, sottoporrà il suo rapporto al voto dell’Assemblea di Strasburgo. Sembra che solo con il traffico di esseri umani le 3.600 organizzazioni criminali attive in Europa realizzano utili superiori a 25 miliardi di euro all’anno, mentre il traffico di organi umani e di animali esotici procura dai 18 ai 26 miliardi di euro.

I danni alle economie dei Paesi dell’Ue prodotti dal “Cybercrime” toccano poi ben 290 miliardi di euro. E nel rapporto si denuncia che la crescente corruzione costituisce una “seria minaccia”, poiche’ solo nel settore pubblico sono stati registrati 20 milioni di casi, per un danno complessivo di 120 miliardi di euro all’anno.

A Roma a settembre si sono tenuti i lavori del G6 presieduto in questa ventesima edizione dal ministro Alfano. Tra i partecipanti si era già avviato un confronto su immigrazione, terrorismo internazionale, mafie e cyber crime. Il vicepremier  Alfano aveva allora sollecitato un maggior sostegno dell’Ue nella sponda sud del Mediterraneo e chiesto ”la reinterpretazione del documento di Dublino- regolamento volto a individuare il più rapidamente possibile lo Stato membro competente per l’esame di una domanda d’asilo e a prevenire l’abuso delle procedure d’asilo-

”L’Italia ha preso una posizione netta e chiara: va potenziata la frontiera europea nel Mediterraneo e il ruolo di Frontex”, anche perche’ la nostra ”non e’ una frontiera italiana ma dell’Ue” aveva detto Alfano.

Questioni inerenti al crimine su tutto il territorio europeo l’oggetto del lavoro del Crim che in quanto Commissione del Parlamento europeo sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro del Parlamento europeo, ha messo a punto un piano per il 2014-2019 che intende attaccare il crimine organizzato virtuale e non attraverso una serie di azioni.

Come rimedio essenziale il Crim propone l’abolizione dei paradisi fiscali, l’introduzione del reato di voto di scambio e l’interdizione dai pubblici uffici per almeno 5 anni di chiunque sia stato condannato per reati di corruzione o riciclaggio di denaro.

Gioco d’azzardo, associazione mafiosa in Europa e schiavismo sono solo alcuni dei temi che il Crim vorrebbe parte di una politica europea comune contro la criminalità. La commissione speciale -istituita nel marzo 2012- a seguito dell’approvazione il 25 ottobre 2011 della risoluzione del Parlamento Europeo sul crimine organizzato, lotta contro le minacce che il crimine compie su sicurezza e libertà dei cittadini europei.

La CRIM si propone di mettere allo stesso tavolo le diverse istituzioni, gli organismi internazionali ed europei e le autorità investigative e giudiziarie nazionali per elaborare una strategia integrata e globale volta a contrastare efficacemente i sistemi criminali e attività ad essi connesse come la corruzione e il riciclaggio di denaro. E proprio l’Italia che da luglio a dicembre del 2014 avrà la presidenza del Consiglio dei Ministri dell’Ue dovrà coordinare anche lo sviluppo del programma di Stoccolma  per rafforzare lo spazio europeo di giustizia, libertà e sicurezza dei cittadini.

 

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