Il Mattino

 

di Cristina Genesin

 

Aveva una relazione con un ragazzo 17enne e un lavoro precario da bancario. Ha costretto il giovane a vendersi assieme a lui sul web

 

PADOVA. Aveva una relazione con un 17enne e un lavoro precario da bancario. Difficile sbarcare il lunario, pagando bollette, la ricarica degli iphone, il mantenimento di una bella macchina, la spesa quotidiana e l’affitto di un appartamento nella centralissima via Altinate. Così Marko Pale, 23 anni, croato con residenza a Chies D’Alpago (Belluno), aveva convinto il giovane amico a vendersi in rete. Anzi in rete c’erano finiti tutti e due, offrendo prestazioni in coppia. Ieri il gup padovano Cristina Cavaggion ha condannato a due anni, otto mesi e 7 mila euro di multa, Marko Pale, finito sul banco degli imputati per sfruttamento della prostituzione minorile. Il giovane dovrà anche pagare un risarcimento di 15 mila euro alla vittima e di 10 mila ai suoi genitori (tutelati dall’avvocato Ernesto De Toni) e 4.500 euro di spese legali. Il pm Vartan Giacomelli aveva sollecitato una condanna a 4 anni. È nel settembre 2011 che l’ex fidanzatino, oggi 20 anni, si presenta dai carabinieri per denunciare Pale.

E racconta il disagio vissuto con la scoperta della sua omosessualità a 14 anni, i conflitti con i genitori denunciati per maltrattamenti su consiglio dell’amico croato, la fuga dalla comunità in cui era stato trasferito. Il ragazzino scappa e trova rifugio dal compagno. La vita, però, costa. E cara. Ecco che Pale ha un’idea: per guadagnare, non resta che prostituirsi e farsi pubblicità grazie a Internet. I clienti arrivano subito: un mestrino di 25-30 anni e un giovane padovano. Prestazione a casa della coppia o servizio a domicilio: il ménage a trois garantisce dai 100 ai 150 euro a incontro. Soldi incassati da Marko che fa il “contabile” di casa. Per il fidanzatino quellaroutine diventa insopportabile. E finito l’amore, scatta la denuncia.

 

 

 

 

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