Guerra tra bande con machete e spranghe Rissa tra cinesi per il racket della prostituzione

Corriere della Sera

Spesso sono le famiglie delle giovani, travolte dalla povertà, a consegnarle alle organizzazioni criminali

Poliziotti e carabinieri dicono che nel quartiere, da un po’ di tempo, si respira un’aria tranquilla. Segno forse che a Chinatown le ultime inchieste, indirizzate soprattutto contro le gang giovanili, hanno lasciato il segno. Sempre beninteso che l’attuale calma piatta non nasconda un certo fermento criminale. Poteva scapparci il morto, anche più d’uno, l’altra notte, in via Messina. Rissa tra sette cittadini cinesi, intorno alle due, per strada. E non uno dei partecipanti al furioso pestaggio che non abbia precedenti per prostituzione. Proprio diverse vedute sulla gestione del racket, incomprensioni sulla geografia di movimento oppure sul denaro dei malaffari potrebbero essere alla base delle violenze. Secondo quanto comunicato dalla Questura, dei sette (hanno dai 25 ai 42 anni) due soltanto erano armati: di spranghe e machete. Gli altri cinque erano a mani nude ma per numero erano anche più del doppio. E infatti ad avere la peggio, a rimanere feriti sono stati quelli armati. Non sono in gravi condizioni.

L’ALLARME DEI PASSANTI – Le pattuglie della polizia sono arrivate in via Messina dopo la chiamata di alcuni passanti. Ieri, a tarda mattinata i poliziotti ancora erano alle prese con la stesura delle carte dell’intervento. I sette sono stati arrestati. Non è escluso che nel corso delle prossime ore il fascicolo passi alla Squadra Mobile. Dalle prime e comunque poche parole pronunciate dai fermati, pare che il fratello di una donna, con un negozio in zona Cenisio, disturbata da un connazionale per motivi che non sono noti, abbia casualmente incontrato proprio quel tipo, che girava per Milano in compagnia di quattro amici. Più probabile sia andato lui stesso a cercarlo per punirlo, motivo per il quale s’è presentato in via Messina sia con un socio al fianco sia con le armi in mano. Visto che ha avuto la peggio nonostante gli intenti bellicosi, certo non è escluso che più avanti decida di cercare vendetta – o almeno di riprovarci – e che dunque altro sangue possa scorrere.

LA PROSTITUZIONE – Fin qui, le indagini svolte sulla storica comunità cinese raccolta intorno a via Sarpi ma distribuita in tutta la città, hanno permesso di capire come non esista la figura classica dello sfruttatore di prostitute, l’aguzzino, l’animale che tiene prigioniere e gestisce le ragazze. Spesso sono le stesse famiglie delle giovani, in Cina, che travolte dalla povertà e dall’ignoranza consegnano le figlie alle organizzazioni criminali, affinché con i trasferimenti in Europa nascano opportunità di avere un ritorno di soldi.
Un viaggio in Italia, hanno ricostruito gli investigatori, può costare tra i 15.000 e i 20.000 mila. A Milano ogni banda ha i suoi rappresentanti. Se le famiglie non riescono a pagare per intero la somma del viaggio, i loro familiari possono venir sequestrati fino a quando il debito non è stato azzerato.

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