Italia e Nigeria unite contro i trafficanti di schiave del sesso

La stampa

Trovato un accordo per contrastare la tratta e lo sfruttamento
Contrastare il traffico delle donne nigeriane costrette alla prostituzione in Italia, per salvare loro, e insieme
sperimentare un modello di intervento finalizzato ad affrontare l’emergenza delle migrazioni nei paesi
d’origine. È l’iniziativa a cui sta lavorando da mesi il governo di Roma, che porterà a risultati operativi
concreti entro la fine dell’anno.
La Nigeria è il primo Paese per sbarchi di immigrati irregolari in Italia, con 22.237 persone nel 2015 e
12.000 nel primo semestre del 2016, che costituiscono il 21% del totale.
L’Eritrea è al secondo posto col 12%, seguita da Guinea, Costa d’Avorio e Gambia col 7%. Il dramma nel
dramma consiste nel fatto che secondo i dati dell’Oim, il 20% degli arrivi dalla Nigeria sono donne, cioè una
percentuale decisamente superiore al 12% registrato in media dalle altre nazioni. Nei primi otto mesi del
2016 sono sbarcate nel nostro Paese 6.300 nigeriane, e secondo l’ufficio dell’Onu per il controllo della droga
e la prevenzione del crimine, 9 su 10 di queste donne che giungono illegalmente in Europa provengono
dall’Edo, uno Stato nel Sud della Nigeria la cui capitale, Benin City, è nota per essere al centro dei traffici di
prostituzione.
l contrasto
La Naptip, cioè l’agenzia locale incaricata di combattere il traffico di esseri umani, sostiene che «il 98%
delle vittime salvate dallo sfruttamento sessuale viene dall’Edo». Leggi…

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