Il Tempo

Paolo Renzetti

Le gang criminali si sono spartite a Pescara le zone dove l’amore si compra sul marciapiede

PESCARA E’ il mestiere più antico del mondo. Ma a Pescara la prostituzione è anche un problema sul quale si dibatte da anni, e che da sempre vede impegnati gli uomini delle forze dell’ordine. Negli ultimi tempi sono arrivate le ordinanze con cui i vari sindaci hanno cercato di arginare il fenomeno, ma con scarsi risultati. Il problema resta d’attualità. Con il nostro fotografo siamo andati a vedere da vicino quello che accade lungo le strade del sesso all’imbrunire. Un mondo nascosto che, quando scende la notte, esce allo scoperto. In città, e nei dintorni, si è creata negli anni una suddivisione del territorio, ormai quasi completamente in mano alle gang criminali dell’Est europeo, che si sono spartite il controllo della prostituzione. E’ un dato acclarato che la stragrande maggioranza di lucciole che esercitano il mestiere fra Silvi Marina, Marina di Città Sant’Angelo, Pescara e Francavilla al Mare è composta da ragazze straniere. Soltanto un’esigua minoranza di prostitute è italiana, e per di più di età piuttosto avanzata, rispetto alle donne provenienti dall’estero, che invece con il passare degli anni hanno visto la loro età media abbassarsi sempre di più. A favorire la presenza di ragazze dell’Est è stato anche l’ingresso di alcuni Paesi dell’area balcanica nell’Unione Europea. Limitare la presenza di queste giovani nel Bel Paese, e in questo caso nel Pescarese, è diventato più difficile anche per chi lavora quotidianamente nel controllo del fenomeno.

Il nostro giro parte da Montesilvano. Sono da poco passate le 22. E’ sabato sera e il traffico a ridosso della riviera è intenso. Sul marciapiede del lungomare nord si concentra la presenza di ragazze africane. Si tratta per lo più di nigeriane, ma anche di giovani provenienti da altri paesi dell’Africa sub sahariana. Molte proprio per il colore della pelle si confondono con l’oscurità. Rispetto alle bianche sono meno appariscenti, ma la loro presenza non passa certo inosservata. In confronto alle europee, le africane hanno però soggezione, quasi si vergognano di avvicinarsi al bordo della carreggiata. Preferiscono restare indietro. Alcune sono seminascoste nella fitta pineta retrostante, anche per non dare nell’occhio. Di tanto in tanto si avvicina un’auto al bordo del marciapiede. Noi restiamo però a debita distanza per non farci notare. Le due parti iniziano a contrattare. Pochi secondi in un italiano stentato, poi via in macchina o in attesa del prossimo cliente. Proseguendo verso Pescara dopo le 23, ma restando ancora in territorio di Montesilvano, incontriamo poi le «bianche» dell’Est europeo: in maggioranza romene, ma anche albanesi, bulgare e ragazze dell’ex Unione Sovietica. Spiccano per la loro bellezza. Bionde, brune, rosse, con abiti e minigonne mozzafiato che mettono in mostra il loro fisico. Di certo queste ragazze non passano inosservate. A differenza delle loro colleghe di colore, non hanno alcuna ritrosia a mostrarsi in abiti succinti nonostante il grande freddo. Alcune ballano, canticchiano e con gesti eloquenti cercando di richiamare l’attenzione degli automobilisti di passaggio. Lungo la riviera notiamo anche un paio di trans. Da lontano però diventa difficile distinguere e notare la differenza. Molti si avvicinano anche per curiosità. I clienti sono quasi tutti di fuori provincia. Età media cinquanta-sessant’anni, in cerca di una serata di emozioni, una serata diversa dal solito. Dietro di noi arriva un’auto della polizia. Più avanti una gazzella dei carabinieri. Le ragazze vengono identificate. Passano diversi minuti. Altre giovani alla vista delle forze dell’ordine approfittano per ritirarsi verso la pineta e addentrarsi nelle vie limitrofe alla riviera. Se la danno a gambe levate, sperando che la situazioni torni tranquilla. Dei protettori, invisibili, neanche l’ombra. Si avvicina la mezzanotte, ma il lungomare fra Pescara e Montesilvano brulica di auto. La crisi c’è e si vede anche per le lucciole. I clienti che abbordano non sono infatti tantissimi. Anzi. Fra Pescara e Montesilvano abbiamo contato poco più di una ventina di ragazze. Alcune nascoste nella pineta sono però difficili da identificare. E se sul lungomare automobilisti e passanti si sono ormai abituati alla presenza delle «belle di notte», è invece un fenomeno abbastanza recente la loro «emigrazione» verso le strade del centro cittadino, una volta immune dalla presenza notturna delle ragazze di strada. Le vediamo spuntare nella zona attorno alla stazione centrale, nel tratto di corso Vittorio Emanuele vicino alla vecchia stazione ferroviaria. E’ quasi l’una. Le luccione si spingono anche in via Nicola Fabrizi e via Enzo Ferrari. Tra loro si distinguono ragazze del sud America e dell’Asia, cinesi e filippine. Nel cuore della notte proseguiamo il nostro tour da nord a sud e arriviamo così nella zona dello Stadio Adriatico, a ridosso della pineta dannunziana. Rispetto alla riviera, la presenza delle prostitute è meno evidente. Più discreta. Ma comunque presente. Via della Bonifica è il centro della prostituzione. In alcune serate si arriva alla presenza di dieci, quindici ragazze. Tutte appariscenti, tutte provenienti dall’Europa dell’est. Mimetizzate nelle strade limitrofe ci sono poche italiane, per lo più ultraquarantenni. Su via della Bonifica le ragazze stazionano anche sotto alcuni stabili. I residenti sono ormai rassegnati. «Dopo le otto di sera – ci ha spiegato la mattina dopo una signora che abita da anni nel quartiere – non possiamo più uscire di casa. Se andiamo a gettare l’immondizia o a portare a passeggio il cane, è un continuo fermarsi di automobili». Andiamo ancora avanti e arriviamo sulla riviera, al confine con Francavilla. Il nostro giro notturno è quasi terminato. Il numero delle ragazze sul marciapiede diminuisce. E’ quasi giorno. C’e’ chi si alza per andare a lavorare (anche di domenica) e chi invece a quell’ora va a dormire. La sera arriverà e per queste povere sfortunate inizierà un’altra notte di lavoro. Sul fenomeno in provincia di Pescara e nelle zone limitrofe non esistono dati ufficiali, ma sicuramente il problema esiste e non può essere sottovalutato, anche se ovviamente non si può neanche parlare di allarme sociale. Anche se di rado in passato ci sono state rapine a clienti. Ma la notte non può attendere.

 

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