Avvenire

Le loro vite appartengono ai trafficanti, che le costringono alla traversata nel deserto del Sahara e del Sahel e poi al viaggio sui gommoni nel Mediterraneo. Vengono vendute più volte, in vari passaggi di mano, subiscono violenze a ripetizione, sono costrette a prostituirsi una volta arrivate nelle città libiche dagli stessi trafficanti che vogliono che siano loro stesse a ripagarsi il “viaggio della speranza” fino all’Italia. Ma la speranza non c’è nel loro futuro. La loro è una tragedia nella tragedia.

Nei grandi flussi migratori, in mezzo alle migliaia di persone che chiedono protezione umanitaria si annida l’orrore di queste donne, che passano dalla povertà del loro Paese di origine, allo sfruttamento sessuale sulle strade d’Europa, e vedono schiantarsi contro il muro della realtà tutte le promesse per un futuro migliore. …leggi

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