La tratta di esseri umani: la globalizzazione del ragionamento debole e del linguaggio improprio

Womenews

Qui la Dott.ssa Laura Agustín espone i risultati delle sue ricerche sulla migrazione, il sex work, la tratta e
l’industria del salvataggio. La traduzione è di Elena e Giorgia
Esiste qualcosa che non sia riconducibile alla tratta di esseri umani, secondo questa lista? Per esempio, è mai
esistita un’espressione più vaga di “Abuso di una posizione di vulnerabilità”? Potrebbe tranquillamente
descrivere il comportamento di un genitore o di un insegnante. Se un informatore fosse davvero tenuto a fare
una segnalazione telefonica sulla base di uno qualsiasi di questi indizi – che è esattamente quello che questo
annuncio invita a fare – allora che il Cielo salvi il centralino! Non mi meraviglia che le associazioni legate
all’industria del salvataggio richiedano continuamente fondi.
Simili liste di ciò che queste associazioni definiscono “caratteristiche della tratta di esseri umani” si trovano
ormai ovunque, perfino negli aeroporti, nella speranza che le vittime di passaggio leggendole abbiano
improvvisamente una rivelazione e si rendano conto di aver bisogno di aiuto. Tali metodi sono prova di
come l’industria del salvataggio diventi istituzionale aderendo nel linguaggio alle linee guida per i
finanziamenti dettate dai burocrati di governo. In particolare, l’associazione artefice della lista di cui sopra è
riuscita dagli Stati Uniti ad arrivare fino al Regno Unito: una specie di globalizzazione del ragionamento
debole.
Ci sono giovani al giorno d’oggi che sono cresciuti circondati da campagne contro la tratta totalmente ignari
del fatto che c’è grande disaccordo riguardo la definizione stessa del termine. Alcuni di loro vogliono
dedicare le proprie energie alla lotta di quella che è dipinta come una piaga della società moderna, altri si
paragonano ai pensatori e attivisti che si opposero alla schiavitù nel XIX secolo e si sentono offesi se
qualcuno prova a mettere in discussione ciò che stanno facendo. Leggi…

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