La tratta in Europa

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La tratta di esseri umani coinvolge trasversalmente tutto il territorio europeo. Le vittime provengono sia dai Paesi dell’Est Europa sia da Stati extraeuropei (come Nigeria e Paesi del Sud America e dell’Asia orientale). Le stime indicano che la maggior parte delle vittime sono oggetto di tratta a scopo di sfruttamento sessuale (il 62% nel 2010), mentre le altre si suddividono tra sfruttamento lavorativo (il 25%), accattonaggio,  servitù domestica e altre forme di sfruttamento.
La relazione sulla tratta presentata dalla Commissione Europea nell’aprile 2013 ha evidenziato come, mentre il numero delle persone  all’interno e verso l’UE è aumentato del 18% dal 2008 al 2010, è diminuito quello dei trafficanti che finiscono dietro le sbarre, come risulta dal calo delle condanne del 13% nello stesso periodo.

La questione di genere si riconferma sempre presente e determinante: anche nel biennio 2008-2010 le ragazze e le donne trafficate sono state il triplo rispetto agli uomini. La distribuzione per sesso ed età delle vittime nell’ultimo triennio è stata: 68% donne, 17% uomini, 12% ragazze e 3% ragazzi.

La maggior parte delle vittime identificate e presunte nel triennio 2008-2010 proviene dagli Stati membri (61%), seguite da vittime dall’Africa (14%), dall’Asia (6%) e dall’America Latina (5%).

La maggior parte delle vittime individuate negli Stati membri dell’UE è di origine rumena o bulgara, mentre l

a maggior parte delle vittime con cittadinanza diversa da quella degli Stati membri proviene dalla Nigeria e dalla Cina.

Le organizzazioni europee che si occupano di contrasto alla tratta di esseri umani sono l’Unione Europea e il Consiglio d’Europa. In aggiunta alla Direttiva 2011/36/UE, la Commissione Europea ha adottato il 19 giugno 2012 la Strategia contro la tratta per il periodo 2012-2016, che si compone di quaranta azioni divise in cinque ambiti di intervento prioritari:

  • identificare, proteggere e offrire sostegno alle vittime di tratta;
  • aumentare le attività di prevenzione;
  • incrementare le azioni penali nei confronti dei trafficanti;
  • migliorare la coordinazione e la cooperazione tra gli attori coinvolti alla lotta alla tratta e la coerenza delle politiche adottate;
  • accrescere la conoscenza degli sviluppi più recenti in materia di tratta, e di conseguenza migliorare le azioni in risposta agli stessi.

Essendo significativamente cambiato il contesto politico sociale, in seguito all’adozione della Direttiva e della Strategia, la Commissione propone una serie di azioni prioritarie per intensificare gli sforzi dell’UE per prevenire la tratta di esseri umani:

  • bloccare il modello economico criminale e spezzare il meccanismo della tratta;
  • dare alle vittime un migliore accesso ai loro diritti e consentire che questi vengano attuati;
  • stimolare una risposta coordinata e consolidata, sia dentro che fuori l’Europa.

Il Consiglio d’Europa ha invece adottato nel 2005 la Convenzione di Varsavia, lo strumento internazionale più avanzato in materia di tutela delle vittime di tratta. Questo strumento si prefigge il raggiungimento di un triplice obiettivo che comprende: la messa in atto di efficaci misure di prevenzione del fenomeno, la protezione dei diritti delle vittime e la promozione della cooperazione internazionale per il contrasto alle reti criminali.

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DATI STATISTICI PERIODO 2013 – 2014

15.846 casi di “vittime registrate” (sia accertate che presunte) della tratta nell’UE. La tratta ai fini di sfruttamento sessuale si conferma la fattispecie di tratta più diffusa ( 67%), seguita dallo sfruttamento del lavoro (21%). Il restante 12% si riferisce a vittime di tratta finalizzata ad altre forme di sfruttamento. Per oltre i tre quarti dei casi le vittime erano di sesso femminile (76%). Il 15% delle vittime registrate erano minori. Il 65% erano cittadini dell’UE, i primi 5 paesi sono: Romania, Bulgaria, Paesi Bassi, Ungheria e Polonia. I primi 5 paesi extra UE invece sono: Nigeria, Cina, Albania, Vietnam e Marocco.

Commissione Europea Relazione Tratta 2016

OSCE – Nel 2003 il Consiglio dei ministri dell’OSCE ha adottato il Pinao d’azione dell’OSCE per la lotta alla tratta di esseri umani e ha istituito il Meccanismo OSCE di lotta alla tratta. Il piano d’azione dell’OSCE crea un legame diretto tra gli impegni politici assunti dagli Stati partecipanti dal 1975 e le raccomandazioni a livello nazionale nei campi della:

  • PREVENZIONE della tratta di esseri umani;
  • PROTEZIONE e assistenza;
  • Indagine, applicazione della legge e PERSEGUIMENTO PENALE.
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