La Stampa

Le referenti di “Talitha Kum”, il network mondiale di vita consacrata contro il traffico di esseri umani, si
incontrano a Roma: l’Africa al centro degli sforzi. Preoccupa l’aumento dei bambini trafficati. Intervista a
suor Patricia Ebegbulem sul caso Nigeria
Si sono date appuntamento a Roma le otto coordinatrici continentali di “Talitha Kum” , la rete mondiale
della vita consacrata contro la tratta (una per continente e tre per le Americhe – Nord, Sud e Canada di lingua
francofona – più Suor Gabriella Bottani, comboniana, referente globale), per fare il punto della situazione e
tracciare nuove linee guida per i prossimi anni. Il focus dell’incontro, sebbene il fenomeno sia in aumento in
tutto il mondo, è stata l’Africa, con i suoi scenari e dati davvero sconcertanti.
La riduzione in schiavitù per vari fini, secondo lo United Nations Office on Drugs and Crime (Unodc)
coinvolge 21 milioni di persone al mondo (51% donne, 21% uomini, 20% ragazze minorenni, 8% ragazzi
minorenni): tre esseri umani ogni mille. Ci sono però organizzazioni non governative come “Walk Free”, che
si spingono fino a cifre vicine ai 50 milioni.
«Fenomeno nel fenomeno – afferma Suor Gabriella – è la questione dei minori coinvolti. In Africa si registra
la più alta percentuale di bambini e adolescenti trafficati: il 73,5% di minori di cui 35% maschi e 38,5%
femmine, contro il 28% del totale a livello mondiale. Nonostante la gravità e le drammatiche dimensioni del
fenomeno in quel continente, però, gli sforzi per contrastare la tratta di persone sono ancora isolati e scarsi.
Per questo motivo “Talitha Kum” ha deciso di inserire proprio l’Africa come priorità geografica per il 2015-
2018». Leggi…

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