Licenze facili e clienti falcoltosi così decolla il business delle estetiste

La Repubblica

 

ROMINA MARCECA

 

LA BELLA donna quarantenne e senza un impiego da tempo era arrivata al centro massaggi in via Petrarca con lo sguardo fiducioso. Cercava un posto come estetista. Il titolare le ha subito chiarito come stavano le cose. Ma quale massaggiatrice? Lì per lavorare bisognava far altro. «Si tolga il reggiseno, prego», le ha detto. La signora per tutta risposta siè alzata dalla sedia andando via. Sono in tante, invece, ad accettare di vendersi per prestazioni sessuali nelle decine di case d’ appuntamenti in città camuffate da centri estetici. TANTI ne aprono e tanti cercano di chiuderne le forze dell’ ordine, quando riescono a scovare quei centri relax a luci rosse. Gli investigatori ci arrivano attraverso due vie: il passaparola dei clienti e le segnalazioni dei titolari dei centri estetici in regola, stanchi di quella concorrenza. Il primo centro estetico chiuso per sfruttamento della prostituzione è stato quello di via Sammartino nel 1997. Allora fu un vero scandalo: le donne avvenenti, sotto mentite spoglie di massaggiatrici, offrivano ai clienti tutt’ altro che massaggi dimagranti. La vicenda venne a galla dopo una denuncia e ci furono arresti. Da allora la storia nonè molto cambiata. Un investigatore, che si occupa di prostituzione da decenni, spiega: «Aprire un centro estetico nonè complicato. La licenza si richiede al Comune e poi basta assumere personale qualificato e individuare un locale che rispetti tutte le norme di sicurezza e quelle igienico-sanitarie». Il gioco è fatto quando tra estetiste e fisioterapisti si riescono a “infiltrare” le prostitute, donne tra i 20 e i 40 anni dispostea certe prestazioni pur di guadagnare qualcosa in più. Di fatto nei centri estetici e nei centri massaggi sequestrati negli ultimi anni, non si consumano rapporti sessuali completi, ma solo carezze hot e rapporti orali. Le tariffe oscillano dai 50 agli 80 euro. Sono le stesse http://farmaciainitalia.com/propecia.html donne consenzienti a quel tipo di prestazioni a preferire i centri massaggi alle case d’ appuntamento vecchio stampo. «L’ igiene è assicurata sia per il cliente che per le prostitute», spiega l’ investigatore.E infatti la clientela è tutta di alto bordo: professionisti e uomini facoltosi. In via Petrarca, dove è stata trovata una diciassettenne, c’ era un avvocato insieme con una donna adulta. Ma chi sono i gestori di questi centri? Si dividono in due categorie. Ci sono i piccoli imprenditori del settore dell’ estetica che nel tempo approfittano dei guadagni con le prestazioni extra. L’ altra categoria è quella degli imprenditori improvvisati, spesso incensurati, che aprono i centri massaggi per camuffare case d’ appuntamenti. «A rischiare l’ arresto, che è facoltativo – spiega il detective della polizia – sono solo i gestori. Decidono di correre quel rischio per i grossi guadagni. Ogni tanto tentano la carta dell’ inconsapevolezza, giurando di non sapere cosa accadesse dentro le cabine estetiche. A smentirli, poi, sono i clienti che confessano gli approcci con le ragazze e che rischiano una sanzione penale solo se beccati con minorenni». Gli ultimi sequestri non raccontano più di centri estetici ma di centri massaggi. Qual è la differenza? «I centri di estetica devono rispettare standard di maggiore professionalità. Un’ estetista è una diplomata, nei centri massaggi invece si può ricorrere a figure meno qualificate», spiega il poliziotto. Negli ultimi tempiè stata una raffica di controlli: da via Sciuti a via Duca della Verdura e fino al “Blue Moon” di via Ugo La Malfa, sequestrato dai carabinieri. In via Lincoln è stato trovato invece un centro massaggi cinese, una novità. Dice il poliziotto: «Quello è il mestiere più antico del mondo e anche le straniere sanno che investire in quel campo è sempre redditizio».

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