L’inferno tra schiave e “caporali”

La Gazzetta del Sud

Viaggio nel degrado sociale della Sibaritide. Romeni e bulgari sfruttati nei campi, le donne “al lavoro” sulla 106

Arcangelo Badolati

 L’inferno sibarita. Diviso in bolge abitate da “caporali” e lenoni che gestiscono il mercato (si fa per dire) straniero. Un mondo di prepotenze e ricatti, violenze fisiche e psicologiche, che si alimenta di connivenze, silenzi e colpevoli disattenzioni. L’area che da Sibari conduce sino a Corigliano e Rossano è una delle zone più lussureggianti della Calabria, ricca di agrumeti e pescheti. Una zona florida anche dal punto di vista commerciale ma nella quale gli insediamenti agricoli hanno sempre giocato un ruolo fondamentale. È quaggiù, tuttavia, che lo sfruttamento dei lavoratori stranieri trova particolare sviluppo e concretezza….leggi

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