L’Italia dei caporali: lo sfruttamento e la morte degli immigrati nelle campagne continua

LaVocediNewYork.com

Anche se vietato dalla legge, il caporalato resta il tratto distintivo nell’organizzazione delle aziende agricole italiane. Sono i caporali a decidere il prezzo dell’ingaggio. Sono i caporali a “selezionare” i braccianti… Lavoro nero, ma anche determinazione delle regole del mercato agricolo, con condizioni che gli imprenditori agricoli permettono siano decise da chi lucra sulla pelle dei braccianti, sfruttando il bisogno di lavoro sia degli immigrati sia dei contadini italiani. La situazione emblematica di Foggia

Come ogni estate, anche quest’anno nelle campagne del Sud Italia alcuni braccianti agricoli sono morti di fatica. Sfiancati da 12/14 ore di lavoro nei campi, le vittime sono state quattro: tre uomini africani e una donna italiana. Soltanto in conseguenza della morte di quest’ultima, i media hanno acceso i riflettori sul fenomeno caporalato, richiamando l’attenzione delle istituzioni politiche quasi si trattasse di una novità. Sebbene da oltre più di trent’anni il lavoro agricolo sia controllato e gestito dai caporali, l’interesse della politica è sempre minimo, come se l’Italia non fosse un paese agricolo e come se l’intermediazione di manodopera non fosse un reato.

A seguito del fatto che quest’anno ci si è accorti che anche gli italiani muoiono di sfruttamento perché le condizioni di lavoro in agricoltura sono al limite dello schiavismo, il Governo Italiano ha quindi provato a dare ascolto alle numerose denunce che sindacati, associazioni non profit e centri studi propongono e ripropongono con esemplare costanza e pazienza ogni anno, e ogni qualvolta accadono episodi di questo genere. ..leggi

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