Vita

Proprio nei giorni in cui il ministro dell’Interno Minniti riconferma il ruolo centrale giocato dalla Libia come
Paese chiave per il controllo dei flussi migratori, il Washington Post dedica un intero reportage alle
condizioni disumane in cui sono costretti i migranti qui. È l’ennesima fotografia di un Paese in cui il rispetto
dei diritti umani è inesistente e “i disperati della terra sono ridotti in schiavitù, torturati o costretti alla
prostituzione”
“La partita fondamentale si gioca in Libia: il confine meridionale della Libia è il vero confine meridionale
dell’Europa”. Lo ha affermato in un’intervista al Messaggero il ministro dell’Interno Marco Minniti che,
proprio domenica, ha affrontato il tema sbarchi e accoglienza in un incontro con i ministri degli interni di
Francia e Germania e con il commissario europeo Avramopoulos, in cui si è parlato di stringere ancora di più
la collaborazione con questo Paese terzo. “Con la Libia abbiamo affrontato anche un tema cruciale, ossia
quello dei centri di accoglienza, dove dovranno essere rispettati i diritti umani.” Un tema caldissimo. Proprio
ieri il Washington Post ha pubblicato un nuovo reportage sulle condizioni dei migranti nel Paese a firma dal
giornalista Sudarsan Raghavan. Ancora una volta la fotografia che emerge, è quella di un inferno, dove i
diritti umani non sono nemmeno contemplati.
“Le porte del centro di detenzione erano sbarrate. Chiusi dentro, centinaia di migranti, con almeno 20
persone stipate in una cella. Scheletrici e a piedi nudi, gli uomini guardavano attraverso la piccola apertura
quadrata della porta di metallo, mentre la puzza di urina e l’odore dei corpi restava appeso nell’aria viziata.
‘Ho mangiato solo un pezzo di pane oggi’, ho sentito sussurrare un uomo algerino. ‘Ti prego, mi puoi
aiutare?’” Inizia così il reportage di Raghavan. “La Libia, il punto di partenza principale per i migranti che
cercano di raggiungere l’Europa, è oggi la sede di un commercio fiorente di esseri umani. Incapaci di pagare
le cifre esorbitanti dei trafficanti o raggirati dai trafficanti, i disperati della terra sono ridotti in schiavitù,
torturati o costretti alla prostituzione”. Leggi…

Menu