Migranti, rapporto sui minori: le giovani indotte a prostituirsi per mangiare o per passare il confine a Ventimiglia

Il Fatto Quotidiano

La relazione ‘Piccoli schiavi invisibili 2018’ diffusa da Save the Children racconta del cosiddetto survival sex, le cui vittime in Italia sono soprattutto nigeriane e rumene. Ma più in generale dei minorenni in stato di schiavitù, venduti e sfruttati mentre cercano un modo per sopravvivere o per ricongiungersi ai propri familiari in altri Paesi europei

Vengono indotte a prostituirsi per pagare i passeurs e varcare il confine o per reperire cibo o un posto dove dormire. Non accade dall’altra parte del mondo, ma alla frontiera di Ventimiglia alle minorenni in transito provenienti per lo più dal Corno d’Africa e dai Paesi dell’Africa sub-sahariana. Si tratta del cosiddetto survival sex, fenomeno descritto nel rapporto ‘Piccoli schiavi invisibili 2018’ diffuso da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, che si celebra il 30 luglio. Vittime sono “ragazze giovanissime e particolarmente a rischio che fanno parte del flusso invisibile dei tanti minori migranti non accompagnati in transito alla frontiera nord italiana”, spiega Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Nel tentativo di ricongiungersi ai propri familiari o conoscenti in altri Paesi europei, privati della possibilità di percorrere vie sicure e legali, questi ragazzini “sono fortemente esposti a gravissimi rischi di abusi e sfruttamento, in molti casi ritrovandosi a vivere in condizioni di grande degrado e promiscuità”.

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