La Repubblica

Il fenomeno delle schiave-bambine in Nepal non può considerarsi concluso: in migliaia sono state liberate ma si stima siano 300 quelle che vivono ancora in condizione di sudditanza e sfruttamento medievale al servizio dei potenti

di MARIA CRISTINA FRADDOSIO

ROMA – A partire da luglio del 2013, il governo nepalese ha assunto una posizione rispetto al traffico di minori ai danni delle famiglie più povere. La pressione di numerose ONG e di quelle vittime che sono riuscite a scappare dai potenti, che le avevano acquistate, ha spinto il governo a collaborare per la liberazione di quante ancora schiave e ad avviare azioni legali nei confronti di coloro i quali avessero un ruolo nella compravendita delle minori. A distanza di poco più di due anni, non è possibile considerare questo fenomeno concluso: grazie al lavoro dell’Ong NYF, Nepal Youth Foundation, più di 12 mila bambine sono state liberate, ma si stima ci siano ancora centinaia di casi irrisolti.

Vendute a 20 euro per vane promesse. “Quando vennero a cercarmi promisero a mio padre che mi avrebbero dato una buona educazione e che non mi sarebbe mancato nulla. Avrei avuto da mangiare, vestiti nuovi e un letto tutto mio”, ha dichiarato a El País Bimala Chuadhary, schiava per sette anni come migliaia di bambine nepalesi. La maggior parte appartengono all’etnia Tharu, insediatasi da secoli nella parte sudoccidentale del paese. …leggi

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