Non solo Made in Bangladesh, sfruttati anche i lavoratori europei

Vita

La denuncia nell’ultimo rapporto della Campagna Abiti Puliti, che ha
documentato le dure condizioni di lavoro nell’industria tessile e calzaturiera
dell’Est e Sud-Est Europa, dove si riforniscono grandi marchi tra cui Benetton,
Esprit, GEOX, Triumph e Vera Moda
Non solo Made in Bangladesh, anche in Europa esistono condizioni di sfruttamento molto grave
nell’industria dell’abbigliamento e delle calzature. Lo dichiara l’ultimo rapporto della Campagna Abiti
Puliti. Clean Clothes Campaign, Europe’s Sweatshops, questo il nome del report, documenta i salari da
fame endemici e le dure condizioni di lavoro nell’industria tessile e calzaturiera dell’Est e Sud-Est Europa.
Tra i Paesi che più sono testimoni di questo sfruttamento l’ Ucraina, in cui molti lavoratori nonostante gli
straordinari, guadagnano appena 89 euro al mese in un Paese in cui il salario dignitoso dovrebbe essere
almeno 5 volte tanto. Tra i clienti di queste fabbriche ci sono marchi globali come Benetton, Esprit, GEOX,
Triumph e Vera Moda, per cui i Paesi dell’Est e Sud-Est Europa rappresentano paradisi per i bassi salari.
Molti brand enfatizzano l’appartenenza al “Made in Europe”, suggerendo con questo concetto “condizioni
di lavoro eque”. Leggi…

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