La Stampa

Il messaggio di Francesco ai rappresentanti dell’assemblea del Pontificio consiglio per i migranti

Un invito a governi e parlamenti a porre mano con efficacia alla tutela della dignità e dei diritti di rifugiati e migranti e una forte condanna della tratta degli esseri umani è giunta oggi dal Papa, con l’udienza alla assemblea del Pontificio consiglio per i migranti.

Papa Francesco ha invitato «governanti e i legislatori e l’intera Comunità Internazionale» a pensare per i profughi e i migranti forzati  «iniziative efficaci e nuovi approcci per tutelare la loro dignità, migliorare la loro qualità di vita e far fronte alle sfide che emergono da forme moderne di persecuzione, di oppressione e di schiavitù. Si tratta, sottolineo, – ha aggiunto – di persone umane, che fanno appello alla solidarietà e all’assistenza, che hanno bisogno di interventi urgenti, ma anche e soprattutto di comprensione e di bontà».

Per papa Francesco, che ha recentemente manifestato l’intenzione di visitare il Centro Astalli che a Roma dà assistenza ai profughi, la «condizione» di queste persone «non può lasciare indifferenti. E noi, come Chiesa, ricordiamo che curando le ferite dei rifugiati, degli sfollati e delle vittime dei traffici mettiamo in pratica il comandamento della carità che Gesù ci ha lasciato, quando si è identificato con lo straniero, con chi soffre, con tutte le vittime innocenti di violenze e sfruttamento». E qui il Papa ha ricordato il passo del vangelo di Matteo sul «giudizio finale»: saremo giudicati, assolti o condannati, anche per il nostro atteggiamento verso lo straniero.

Papa Bergoglio ha poi chiesto una «particolare cura pastorale» per i rifugiati cristiani, «che rispetti le loro tradizioni e li accompagni ad una armoniosa integrazione nelle realtà ecclesiali in cui si trovano a vivere», invitando le comunità a essere «luoghi di accoglienza, di ascolto, di comunione». Il «campo delle migrazioni forzate», ha concluso il Pontefice, «purtroppo è un fenomeno in continua espansione, e quindi il vostro compito è sempre più esigente, per favorire risposte concrete di vicinanza e di accompagnamento delle persone, tenendo conto delle diverse situazioni locali».

«La tratta delle persone – ha affermato il Papa in un ulteriore passaggio – è un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate. Sfruttatori e clienti a tutti i livelli dovrebbero fare un serio esame di coscienza davanti a se stessi e davanti a Dio!». «La Chiesa – ha aggiunto – rinnova oggi il suo forte appello affinché siano sempre tutelate la dignità e la centralità di ogni persona, nel rispetto dei diritti fondamentali».

Vegliò: La chiesa è con i rifugiati e le vittime di ogni ingiustizia

La drammatica realtà dei rifugiati, vittime di ingiustizie e violenze, sta a cuore alla Chiesa, che per loro sta facendo il possibile. Lo ha assicurato al papa il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, presentandogli, all’inizio dell’udienza, i contenuti dei lavori dell’assemblea plenaria che si concluderanno nel pomeriggio.

Nel saluto, riferisce l’Osservatore Romano, il porporato ha innanzitutto rimarcato «la ricorrenza del venticinquesimo anniversario dell’istituzione del Pontificio Consiglio». Quindi ha ricordato che «la plenaria si è impegnata a trattare un tema molto rilevante nella nostra epoca, cioè la situazione drammatica dei rifugiati e delle persone forzate allo sradicamento a causa di fattori economici, politici, sociali, climatici, nonché al crescente fenomeno della criminalità organizzata che si nasconde dietro la tratta e il traffico di esseri umani».

«Ispirandosi alla Sacra Scrittura, alla Tradizione e al Magistero della Chiesa, questo Dicastero ha continuato – sono state le parole del porporato – la sua missione di incoraggiare e promuovere iniziative e attività, sia a livello nazionale che regionale e continentale, per salvaguardare la dignità dei migranti, dei rifugiati e degli itineranti, e per assicurare loro una vita equa e serena”.

In particolare il cardinale ha fatto riferimento «al dramma che sta affrontando in questo tempo la Siria e l’intera regione del Vicino Oriente. Alle sofferenze che la guerra civile infligge a tutta la popolazione – ha spiegato – si aggiungono i drammi degli sfollati interni, dei rifugiati in altri Paesi, dei sequestri. Anche le comunita’ cristiane ne sono colpite. La lotta quotidiana per la sopravvivenza interpella la coscienza della comunità internazionale affinché cessino inutili spargimenti di sangue’».

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