Sono africani ed europei i nuovi schiavi nei campi: un euro a quintale

Corriere della Sera

Quindici province assorbono il 50,6% della manodopera agricola straniera: Foggia al primo posto. A maggio via libera all’ingresso di 13 mila stagionali non comunitari

di Carlo Vulpio, inviato a Foggia

Lavorare in nero, cioè senza uno straccio di contratto, o in grigio, con un contratto finto, da cui risulti un salario doppio o triplo di quello reale è una pratica molto ben collaudata nei grandi lavori stagionali agricoli. Specialmente nel Sud Italia.
Nelle campagne questo sfruttamento grigio-nero è molto più «nero» che grigio. Per il colore della pelle della maggioranza dei lavoratori. Per la fatica bestiale che richiede, non meno di 10-12 ore sotto il sole cocente, con paga «a cottimo», 3 euro per ogni cassone di 3 quintali di pomodori. Per gli abusi d’ogni tipo sulle persone, che nei confronti delle donne sono ovviamente abusi sessuali. Per il taglieggiamento continuo sui lavoratori: la percentuale di 50 centesimi per ogni cassone di pomodori; il «biglietto» di 5 euro a cranio per il trasporto sul luogo di lavoro, stipati anche in quindici in furgoni e in utilitarie; il «contributo» di un euro su ogni bottiglia di acqua per dissetarsi….leggi

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