La Repubblica

CLAUDIA BRUNETTO

OGNI giorno apre le porte della sua associazione per accogliere le ragazze in difficoltà. Ogni giorno inventa alternative per le connazionali costrette nel giro della prostituzione a Palermo. E ogni giorno, da quindici anni, contro la tratta delle donne si batte ampliando la rete delle associazioni di volontariato e collaborando con le forze dell’ ordine. Adesso per Vivian Wiwoloku, pastore valdese e presidente dell’ associazione “Il pellegrino della terra”, è arrivato il tempo delle minacce di morte.A Palermoe in Nigeria, suo Paese di origine. Minacce verbali, ma anche concrete.I primi fatti risalgono allo scorso dicembre, quando Wiwoloku si trova in Nigeria per fare visita ai genitori. Un gruppo di malavitosi si introduce a casa sua, ma lui non c’ è. Aggrediscono i genitori e distruggono parte della mobilia. Rientrato a Palermo, per due volte in poche settimane, trova l’ auto danneggiataa colpi di spranga. La prima volta a pochi passi dalla sede dell’ associazione, in via Oreto; la seconda vicino alla sua abitazione. Intanto arrivano telefonate anonime sul suo numero di cellulare. Qualcuno parla inglese con accento nigeriano e cerca di terrorizzarlo annunciando la sua fine. Tanti episodi che all’ inizio Wiwoloku non ricollega ma che adesso, analizzati uno dietro l’ altro, cominciano a turbarlo. «Sono un essere umano – dice il pastore – e, anche se posso provare paura, vado avanti come ho sempre fatto. Non ho intenzione di arrendermi, il nostro obiettivo è troppo importante». Al suo fianco ci sono la Chiesa valdese e le associazioni che l’ anno scorso hanno fondato il coordinamento antitratta cittadino. «Siamo molto preoccupati – dice Giuseppe Scuderi, coordinatore delle Chiese metodiste e valdesi in Sicilia – Vivian va avanti con coraggio nella sua missione e non è solo. È chiaro che si tratta di bande criminali disturbate dal suo lavoro a Palermo». Con l’ appoggio della Chiesa valdese, nei giorni scorsi Wiwoloku ha deciso di sporgere denuncia alla polizia. «Le minacce – dice il pastore – sono arrivate adesso perché la nostra battaglia è sempre più esplicita e sta coinvolgendo tante realtàa Palermo». In questi anni, infatti, l’ associazione “Il pellegrino della terra”, ha aiutato centinaia di ragazze nigeriane, in arrivo con l’ inganno da Benin City, per essere sfruttate come prostitute. E dopo la morte di Nike Favour Adekunle, trovata carbonizzata a 19 anni nelle campagne di Misilmeri, e quella di Loveth, dimenticata fra i cassonetti di via Filippo Juvara, l’ associazione ha intensificato la sua attività con sit-in, manifestazioni e momenti di preghiera. Il coordinamento antitratta, ribattezzato “Favour e Loveth” in memoria delle due ragazze nigeriane,e la Chiesa valdese siciliana domani alle 17 si incontreranno in via Principe di Belmonte per esprimere la loro solidarietà a Wiwoloku, ma anche per sensibilizzare l’ opinione pubblica sul dramma delle schiave del sesso. «Non si tratta – dice Nino Rocca, del coordinamento antitratta – di semplice “prostituzione”, ma di schiavitù, di criminalità organizzata».

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