Una migrazione di bambini: i minori stranieri vittime di tratta

Meltingpot

Le migrazioni cambiano sempre. Mese per mese, il flusso delle persone che lascia l’Africa Occidentale,
l’Asia ed i Balcani per entrare in Europa è diverso. Cambiano le rotte, mano a mano che accordi, leggi e muri
spingono i migranti a cercare nuove strade per arrivare alla stessa destinazione. Cambiano le nazionalità di
chi parte, quando un nuovo conflitto incendia una regione prima solo instabile, quando un partito perde
un’elezione, quando scoppia una carestia.
È difficile trarre un bilancio dal flusso di migranti che il 2016 ha portato alle porte dell’Europa, ma qualche
dato attira l’attenzione. Nel 2016, la migrazione è stata più giovane. Secondo il Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali, sono giunti in Italia oltre 17.000 minori non accompagnati, circa un terzo in più
di quelli arrivati nel 2015. La maggioranza sono giovani tra i 16 e i 17 anni che vengono dall’Egitto, dal
Gambia, dalla Nigeria e dall’Eritrea. Ci sono anche molti ragazzini dell’est Europa.
Alcuni di questi minori lasciano il loro paese per le stesse ragioni degli adulti, come l’instabilità politica,
la povertà, la mancanza di prospettive. Moltissimi altri si trovano da soli dopo che i loro famigliari li hanno
abbandonati o sono morti. Non sanno cosa fare, nei loro paesi non esistono sistemi che possano accudire
ragazzini senza famiglia e si mettono in viaggio. Altri ancora sono vittime della tratta di esseri umani.
A luglio 2016 Save the Children ha prodotto un report sulla tratta e sullo sfruttamento dei minori, un trend
paurosamente in crescita negli ultimi anni. Il report dichiara che una vittima di tratta su cinque è un bambino. Leggi…

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