Zara, prova a uscire dalla lista degli sfruttatori del lavoro disumano

La Repubblica

Inditex, il colosso proprietario della celebre catena di abbigliamento, inserirà a iniziare dai negozi brasiliani un nuovo codice nell’etichetta per identificare il percorso produttivo del capo. L’obiettivo è di scrollarsi di dosso le accuse di aver utilizzato i lavoratori in condizioni disumane

di ALESSANDRO OPPES

MADRID – Accanto al prezzo, taglia, composizione e al “made in”, d’ora in poi sulle etichette dei capi d’abbigliamento di Zara comparirà un codice QR. Dovrà servire, nelle intenzioni dei responsabili del colosso spagnolo Inditex, a far uscire una volta per tutte la compagnia fondata da Amancio Ortega dalla lista nera delle aziende che utilizzano i lavoratori in condizioni disumane. In che modo? Il codice conterrà tutti i passaggi della catena di produzione: dall’origine delle materie prime sino alla confezione e alla commercializzazione. Si potrà anche verificare se il fabbricante ha rispettato il codice di condotta che Inditex si è dato in risposta alle pesanti accuse che le sono piovute addosso in tutto il mondo, soprattutto nei casi in cui la produzione, nei paesi in via di sviluppo, viene data in subappalto a piccoli laboratori che non adottano le condizioni di sicurezza e di rispetto delle norme sul lavoro….leggi

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